All'inizio del 2020 il lavoro da remoto era ancora un termine poco conosciuto. In Italia, nel 2019, gli smart worker erano appena 570.000.

Ma circa un anno fa il Covid è arrivato come una bufera e ha sovvertito il nostro modo di vivere e di lavorare, dimostrando bruscamente che il lavoro da remoto era possibile per molte più persone e aziende.

Da un lato, il lavoro da remoto ha salvato molte imprese, attenuando le ripercussioni economiche che la pandemia avrebbe portato; dall'altro, nel lungo periodo, lavorare da casa ha fatto emergere alcune criticità a cui non avevamo mai pensato prima.

Sempre online, sempre disponibili

La tecnologia digitale avrà anche reso le persone libere di lavorare da remoto, ma ha causato anche problemi imprevisti. Molte persone, infatti, hanno iniziato a sentire la crescente aspettativa di essere disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e così la separazione percepita tra lavoro e non lavoro è progressivamente scomparsa. Le ricerche dimostrano che essere “sempre connessi” e raggiungibili tramite la tecnologia mentre si lavora da remoto porta a un'attenuazione dei confini tra lavoro e non lavoro, causando alti livelli di stress.

È stato dimostrato che, nel lungo periodo, il lavoro da remoto comporta il rischio di perdere energia positiva, interazione sociale e senso di comunità – e potenzialmente di diventare meno produttivi.

Uno studio condotto dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) conferma che il lavoro da remoto ha ridotto la produttività del 20% e l'efficienza della gestione del 29,3%.

Co-working corner nel Campus di Free Mind Foundry

Prosperare negli spazi di co-working

Una soluzione si rivela essere lo spazio di co-working, poiché offre un senso di comunità e di interazione faccia a faccia e permette di stare accanto ad altri lavoratori. Il co-working è nato infatti dalla necessità di eliminare l'isolamento del lavoro da remoto, continuando a lavorare ai progetti e a stare in contatto con altre persone. Di solito gli spazi di co-working sono ambienti molto ampi, non divisi da pareti come gli uffici classici, che consentono ai coworker di collaborare tra loro durante il lavoro o durante le pause caffè e di sviluppare nuove idee attraverso continue occasioni di brainstorming.

I vantaggi del co-working

I ricercatori hanno scoperto che le persone che lavorano negli spazi di co-working riportano livelli di benessere e realizzazione (thriving) prossimi a una media di 6 su una scala di 7 punti. Questo accade perché sentono che:

  • Il loro lavoro ha un significato: gli spazi di co-working sono composti da membri che lavorano per aziende, iniziative e progetti diversi. Ai coworker viene spesso chiesto di parlare di ciò che fanno, il che li fa sentire più interessanti e unici.
  • Si sentono parte di una comunità: lavorare da casa può risultare isolante; il legame umano è il motivo principale per cui le persone lavorano in uno spazio condiviso.
  • Sentono di avere il controllo: negli spazi di co-working le persone hanno la possibilità di scegliere l'ambiente in cui vogliono lavorare. Possono decidere se lavorare in un luogo tranquillo o in uno collaborativo.

I servizi del Campus FMF

In Free Mind Foundry lavorare insieme significa condividere idee e visioni. L'ambiente di lavoro è stato progettato per connettere persone, oggetti e idee, ricreando spazi confortevoli e ampi che fanno dell'ufficio il luogo in cui vivere e lavorare diventa un piacere quotidiano.

Cabine telefoniche insonorizzate, sale riunioni, scrivanie smart e centro congressi sono i luoghi in cui prosperano imprese e progetti. Eppure, altrettanto importanti sono gli spazi di relax e condivisione: il digital fitness center, la sala gaming e FMF Bar & Restaurant sono tutti rivolti al benessere mentale e fisico.

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